Artù come sapete adora i letti. Del resto non c’è
posto migliore per dormire o fare pennichelle: è morbido e ci si può
spaparanzare a proprio piacimento. Quando siamo al mare poi è perfetto: la
camera dà direttamente in cucina, così mentre Artù si rilassa può osservare
cosa accade al centro della casa, dove avvengono tutte le principali attività.
C’è però un problema: nella stanza al mare il letto è un po’ più stretto e
soprattutto il papà Ade fa il sonnellino pomeridiano. C’è un conflitto, un
dramma in atto: tutti e due sul letto non riescono a stare e così inizia la
gara a chi prima conquista il sospirato posto per il relax. Artù arriva sempre
primo: il suo pranzo è più rapido e, mentre il resto della famiglia sorseggia
il caffè, lui con un agile balzo prende possesso del letto. Dopo un po’, però,
deve lasciare il campo al maschio a due zampe: la gerarchia delle specie è
inesorabile, soprattutto quando si tratta di letti. Ecco allora che per le
quasi due ore successive si vede vagare per la casa un’anima in pena che non
riesce a riposare. Il divano non va bene, il tappetino è una misera
consolazione, stare sul pavimento poi non ne parliamo. Gli occhi, l’espressione
del muso non necessitano spiegazioni. Artù si siede, fissa Ade che dorme e
sembra dire: “Non posso andare a letto.
Non ci sto: se mi metto ai piedi non sono comodo! Come faccio? Voglio fare la
nanna al mio posto.” A nulla servono coccole e parole dolci: c’è un povero
cagnolino defraudato di quella che lui considera la sua cuccia. Finalmente
arrivano le 16: Ade si alza e dopo pochi secondi Artù è già al suo posto,
acciambellato o disteso, a seconda del caldo, e con la testa sul cuscino. Si
sente un gran sospiro di soddisfazione: finalmente Artù può dormire in santa
pace.
giovedì 12 luglio 2012
lunedì 9 luglio 2012
BRUTUS - 4 BASSOTTI PER 1 DANESE
4 Bassotti per 1 Danese (The Ugly Dachshund) è un film della Walt Disney del 1966 diretto da Norman Tokar. È una brillante commedia per famiglie che, grazie
alle imprese dei suoi protagonisti a quattro zampe, regala spassosi momenti di
comicità. Fran Garrison (Suzanne Pleshette) adora la sua cagnolina, un bassotto
di nome Danke che aspetta dei cuccioli. Fran spera che tra loro ci sia un
futuro campione. Nascono tre femmine e suo marito Mark (Dean Jones) va a
prendere Danke e le nuove arrivate dal veterinario. Il dottor Pruitt (Charlie
Ruggles) gli mostra un cucciolo di danese che è stato rifiutato dalla madre,
chiedendogli di tenerlo almeno per il periodo dello svezzamento. Mark non ama particolarmente i
bassotti e prova un’immediata simpatia per quel cucciolone. Arrivato a casa,
Fran non gli lascia il tempo di spiegare la situazione, così Mark fa credere
alla moglie che sia nato un quarto cucciolo, un bassotto un po’ diverso, che
chiama Brutus. La verità non tarda a venire fuori. Brutus cresce in fretta,
diventando uno splendido cane, ma poiché vive con i bassotti crede di essere
uno di loro. Quattro cani in una casa sono una bella squadra specializzata in
disastri. Brutus ne combina parecchi,
anche a causa della sua mole, ma le quattro bassottine non sono da meno, anche
se sono più brave a non farsi scoprire. Dopo che Brutus ha fatto fuggire un poliziotto su un
albero, devastato lo studio di Mark, creato panico a una festa, terrorizzato la
comunità cinese e sfondato un letto, Fran perde la pazienza e vuole che Mark lo
riporti dal dottor Pruitt.
Brutus, però, non è solo un combina guai, è anche intelligente,
prestante e si è molto affezionato ai Garrison, pestifere sorelline bassotte
comprese. Grazie a un suo gesto eroico, Brutus conquisterà anche l’affetto di
Fran, diventando un membro della famiglia a tutti gli effetti. Con l’aiuto del
dottor Pruitt, poi, Brutus parteciperà con successo anche ai concorsi, dove capirà
finalmente di essere un danese.
Questo maestoso e splendido cane ha origini molto
antiche. I Fenici, che raggiunsero le coste mediterranee e in seguito la Gallia
e la Britannia, avrebbero portato con loro dei grossi mastini provenienti dalla
Siria e dall’India, a loro volta discendenti dal Mastino del Tibet.
Dall’Inghilterra questi mastini si sarebbero diffusi nella Germania
settentrionale per dare vita al Canis
familiaris Decumanus, che sarebbe il progenitore dell’Alano. C’è però anche
un’altra ipotesi: gli Alani, bellicoso popolo Scita della regione tra il
Caucaso e il Mar d’Azov, nel IV secolo furono scacciati dagli Unni dalle
antiche sedi dell’Impero Romano e si stabilirono nella Carinzia inferiore dove
portarono un gran numero di mastini, impiegati per la difesa e la caccia. Dalla
Carinzia i mastini sarebbero poi passati in altre regioni e particolarmente in
Germania, dove furono ingentiliti mediante incroci con il Levriero e, secondo
alcuni, il Pointer. Nonostante il nome, questo cane non trova affatto le sue
origini in Danimarca. Può essere che in una certa epoca, probabilmente il XVIII
secolo, la razza fosse talmente diffusa in Danimarca che gli stranieri abbiano
comprato lì i cani, da cui il nome Grande Danese.
Alta statura, costituzione possente, forza, fierezza,
eleganza unite a un carattere amichevole, affettuoso e fedele con i familiari,
ma schivo e diffidente verso gli estranei ne fanno un ottimo cane da guardia e
un buon compagno, adatto anche ai bambini.
Altezza al garrese: almeno 80 cm per i maschi, almeno
72 cm per le femmine. La testa è allungata, stretta, importante. Lo stop è molto
accentuato. Il muso è pieno con labbra abbondanti. Il tartufo è grosso e nero. La
dentatura è “a forbice”. Gli occhi sono di media grandezza, rotondi,
possibilmente scuri, con espressione vivace e intelligente. Le orecchie sono larghe,
di forma triangolare e ricadenti, fino a qualche anno fa amputate in modo che
venissero portate dritte e appuntite, operazione oggi vietata. Il collo è lungo,
asciutto e muscoloso. Il ventre è ben rialzato nella parte posteriore. La coda
è di media lunghezza. Il pelo è molto corto, fitto e lucente. Colori: a) Alani
tigrati: il colore di fondo va dal giallo oro chiaro al giallo oro intenso, con
strisce trasversali nere molto evidenti e continue; b) Alani fulvi: dal giallo
oro chiaro al giallo oro intenso. È desiderabile la maschera nera; c) Alani
blu: blu acciaio puro senza alcun riflesso giallo o nero; d) Alani neri: nero
lacca, lucente; e) Alani arlecchini: colore di fondo bianco puro con macchie
nere a contorno strappato e irregolare ben distribuite su tutto il corpo.
Il Bassotto Tedesco
(Dachshund o Teckel)
Questi piccoli cani erano usati nella caccia già in
tempi antichi. Su figurazioni egizie sono rappresentati cani bassotti molto
simili a quello odierno. All’epoca dei Merovingi venivano chiamati Bibarhunde o “cani da castoro”.
Impiegato principalmente nella caccia, la ridotta statura ne fa un piacevole
cane da compagnia. È molto intelligente e coraggioso. Ha un ottimo fiuto. Ne
esistono tre varietà: la più antica è quella a pelo corto; quella a pelo duro
si sarebbe ottenuta nel XVIII secolo grazie a incroci con lo Schnauzer o con un
Griffon Basset; l’ultima a comparire è quella a pelo lungo con influssi di
Spaniels. Tre sono le taglie: Teckel normale, che non deve sorpassare i 9 Kg;
Teckel nano, non oltre i 4 Kg a 18 mesi; Kaninchenteckel, che non deve superare
i 3,5 Kg a 18 mesi. La testa è allungata, il cranio è leggermente convesso, lo
stop è il meno accennato possibile. Le mascelle sono robuste, la dentatura è “a
tenaglia” o “a forbice”. Gli occhi sono ovali, di media grandezza, di colore
scuro e pieni di espressione. Il tartufo è preferibilmente nero. Le orecchie
sono attaccate alte, non troppo lunghe, con le punte arrotondate. Il dorso è
corto e rigido. Il petto è largo e muscoloso. La groppa è lunga e larga. I
colori del pelo sono vari dal fulvo al nero cupo. Ne esistono di tigrati e
striati.
sabato 30 giugno 2012
TUTTO A PORTATA DI NASO
È bella la casa al mare, ci sono delle cose che ad
Artù piacciono proprio tanto. Una di queste è il frigorifero: qui il frigo
parte da terra, mentre il freezer è sopra, l’esatto contrario di Milano e della
campagna. La prima volta che lo ha visto Artù è rimasto sorpreso e ha subito
apprezzato i vantaggi della cosa. In questo frigorifero si può mettere la testa
dentro e dare un’annusatina per capire che cosa si mangerà prossimamente.
Peccato che la mamma Flory non sembra
gradire troppo che io mi avvicini, chissà perché: magari ha paura che possa
prendere freddo…
Altro pezzo dell’arredamento che Artù
apprezza in modo particolare è il mobile dove è appoggiata la televisione.
Visto che lo spazio non è molto, viene usato anche per riporre generi
alimentari come pane, biscotti, patatine e snack vari. È tutto aperto con una
serie di mensole. In questo modo Artù mentre passeggia per la stanza può
verificare la dispensa, dando un’annusata a quello che c’è sul ripiano più
basso, che però, chissà come mai, è stato presto riservato ai giornali.
A volte ci interroghiamo sulle sue capacità olfattive.
Riuscirebbe a fiutare una pista? Quando in campagna capita qualche gatto in
giardino e lui, a pochi metri, nemmeno se ne accorge, mentre io e il felino ci
guardiamo un po’ preoccupati, qualche dubbio ci viene. Io però credo che sia
solo pigrizia e scarso interesse per i gatti. Quando si tratta di pizza,
infatti, il suo naso non sbaglia mai. Così come non si confonde mai riguardo al
mobile dove sono conservati i suoi biscotti.
Artù frequenta abitualmente tre
case e non ha mai avuto dubbi sul luogo in cui piazzarsi davanti per fare la
sceneggiata del povero cane affamato, con mugolii, pianti e raspatine alle ante
se quelli della sua famiglia sono un po’ tardi nel capire cosa vuole.
venerdì 29 giugno 2012
UGGIE - THE ARTIST
The Artist è un film scritto e diretto da Michel Hazanavicius del 2011.
Il regista ha vinto la scommessa di portare nei cinema di oggi un film in
bianco e nero, muto e con pochissime didascalie, sbancando i botteghini e
vincendo numerosi premi tra cui cinque Oscar, tre Golden Globe, sette BAFTA e
sei César. Questo successo è merito della storia narrata, nemmeno troppo
lontanamente ispirata a pellicole quali Cantando
sotto la pioggia (1952), Viale del
tramonto (1950), È nata una stella (1954), della strepitosa colonna sonora di
Ludovic Bource, fondamentale in un film muto, e degli attori protagonisti, Jean
Dujardin e Bérénice Bejo, particolarmente bravi a riproporre lo stile di
recitazione degli anni Venti – Trenta.
Una rivoluzione, però, sconvolge il mondo del
cinema: arriva il sonoro! Sono finiti i tempi delle smorfie e dei gesti
enfatici: gli attori devono imparare a recitare con la voce. Valentin non
accetta il progresso e rifiuta di prendere parte a pellicole parlate. Lascia il
suo produttore Al Zimmer (John Goodman) e investe tutti i suoi soldi nella
realizzazione di un film muto, che si rivela un fiasco totale. Abbandonato
dalla moglie, Valentin finisce sul lastrico, anche a causa della Grande
Depressione, ed è costretto a vendere all’asta tutti i suoi averi. L’ex divo è
ormai ridotto a vivere in un modesto appartamento solo con il suo cane.
La carriera di
Peppy intanto decolla: è lei la star del momento, capace di influenzare le
decisioni dei produttori. La ragazza è innamorata di George Valentin, non lo ha
dimenticato e cerca di salvarlo dalla completa rovina. Valentin però deve
riuscire ad abbandonare il suo orgoglio e i suoi capricci da star. Solo così
sarà in grado di cogliere le potenzialità del nuovo mezzo e le opportunità che
ancora ci sono per lui in un nuovo genere: il musical.
Il cane Jack è protagonista a tutti gli effetti
insieme a Valentin e Peppy. Grande spalla, eccezionale comprimario, è un fedele
compagno per George Valentin che gli parla continuamente e non se ne separa
mai. Vivace e straordinariamente intelligente, Jack ha imparato ad assumere
delle pose che lo rendono ancora più umano. Memorabile è la scena della
colazione in cui Jack è un terzo commensale accanto a Valentin e la moglie. Il
piccolo cane quando è in scena si comporta da vera star, ma ciò che lo rende
davvero felice è stare insieme al suo padrone, non importa se in una sontuosa
villa o in un monolocale. Quando le cose si metteranno davvero male, Jack si
darà da fare per salvare la vita al disperato Valentin.
Jack è interpretato da un Jack Russell Terrier di nome Uggie,
che per questo ruolo ha vinto il Palm Dog Award a Cannes nel 2011 e il Golden Collar Award. Qualche giorno fa
Uggie ha lasciato le sue impronte sull’Hollywood Boulevard a Los Angeles, nei
pressi del Chinese Theatre, aggiungendo la sua stella a quelle delle star più
famose di tutti i tempi. In questa occasione il suo trainer Omar Von Muller ne
ha annunciato il ritiro dalle scene. Uggie ha infatti 10 anni e dopo tanto successo
merita di godersi il giusto riposo. La storia di questo piccolo Jack Russell
potrebbe essere il soggetto di un film. La vita di Uggie inizia in campagna,
ben lontano dai riflettori. Quando, però, attacca una capra i suoi padroni
decidono di portarlo al canile, giudicando il suo temperamento troppo
aggressivo. Per fortuna viene adottato da Omar Von Muller che lo accoglie nella
sua famiglia e ne intuisce le potenzialità recitative. Uggie infatti è
intelligente, vivace, non ha paura di nulla e si trova a suo agio sul set. Prima
di The Artist, ha recitato con Robert
Pattinson e Reese Witherspoon nel film Come
l’acqua per gli elefanti (2011). Come accade agli attori più famosi anche
Uggie, durante le riprese del film muto, ha avuto delle controfigure, i Jack
Russell Dash e Dude che lo hanno sostituito in alcune scene.
Il Jack Russell
Terrier è un cane originario del Devon in Inghilterra, selezionato dal
pastore anglicano Parson John (Jack) Russell come cane da caccia capace di
introdursi nelle tane di volpi, tassi e conigli. Ha un carattere molto vivace e
ha una forte personalità. È intelligente, giocherellone, coraggioso e devoto al
padrone. È amichevole, ma moderatamente fiducioso. Se ben allevato, si
relaziona positivamente coi bambini e gli altri cani. Adatto all’agility, è
anche un ottimo cane da guardia. L’altezza varia da 25 a 38 cm con un peso di
5/6 Kg. La testa è proporzionata al corpo, con il cranio piatto e moderatamente
largo tra le orecchie. Le mandibole, dalla potente dentatura, sono atte ad afferrare
con forza e tirare. Il tartufo è nero. Gli occhi sono piccoli, scuri, a forma
di mandorla. Le orecchie sono piccole e ricadenti in avanti. È un cane
resistente, dotato di buona muscolatura. Le zampe anteriori sono adatte allo
scavo. Il pelo può presentarsi in tre varietà: liscio, ruvido e broken (che si ottiene incrociando
esemplari dei primi due tipi). È di colore prevalentemente bianco con macchie
marroni e/o nere soprattutto sulla testa.
lunedì 18 giugno 2012
IL POSTO PIÙ IMPORTANTE DELLA CASA: IL LETTO!
Artù dorme sui letti. Sì, lo so non glielo si dovrebbe
permettere: gli esperti del comportamento canino ti guardano in modo
riprovevole e quelli che non hanno un animale domestico inorridiscono solo
all’idea. Il fatto è che i cani adorano i letti e, appena raggiungono l’età
giusta per riuscire a saltare, la prima cosa che fanno è salirci. Noi per
qualche tempo siamo anche riusciti a evitare che Artù ci saltasse sopra: per i
primi mesi infatti, causa problema dei bisognini, non aveva accesso a tutte le
stanze della casa. Con l’arrivo della bella stagione, però, siamo andati per la
prima volta in campagna con lui e lì è successo il fattaccio. Alla sera è
salito, si è acciambellato ai piedi del letto e ci ha guardato con
un’espressione inequivocabile: Stanotte
io dormo qui! Papà ha anche fatto il tentativo di imporre la sua autorità,
ma al primo ringhio – sì, Artù ha un caratterino bello tosto quando vuole - ha
ceduto, dicendo che in fondo lì non dava molto fastidio. Da quel momento i
letti sono diventati suoi. Ci trascorre sopra la maggior parte della giornata. Artù
è un cane molto intelligente e, osservando la sua famiglia a due zampe, ha
capito che le zone del letto non sono tutte uguali. Il cuscino è un posto particolare,
riservato alla testa. Così facciamo noi, così fa lui. Altrove si muove in
assoluta libertà: accoccolato, spaparanzato, al centro, sui lati, negli angoli,
sul cuscino però appoggia sempre e solo la testa. È bellissimo quando si mette
a dormire sul fianco, in quei momenti sembra proprio una persona!
sabato 16 giugno 2012
VERDELL - QUALCOSA È CAMBIATO
Qualcosa è cambiato (As Good
as It Gets) è un film di James L. Brooks del 1997. Vincitore di numerosi
premi, tra cui due Oscar agli attori protagonisti Jack Nicholson e Helen Hunt, il
film sfrutta i meccanismi della commedia per raccontare in maniera brillante
una storia profonda che affronta il tema complesso delle relazioni umane. Il
protagonista Melvin Udall (Jack Nicholson) è uno scrittore di successo di
romanzi rosa. Melvin soffre di disturbo ossessivo-compulsivo ed è pieno di
manie e fobie. Oltre a questo ha un pessimo carattere: è misogino, misantropo e
razzista. Non sopporta gay, neri, ebrei, vecchiette e cani. Melvin tratta tutte le
persone in modo arrogante, per questo è odiato da tutti. Vive per la maggior
parte del tempo chiuso nel suo appartamento e a pranzo va sempre nello stesso
ristorante dove è abituato a farsi servire dalla cameriera Carol (Helen Hunt),
l’unica in grado di sopportarlo. Due eventi, però, stravolgono la vita di
Melvin. Carol infatti è una madre single: suo figlio soffre di una grave forma
di asma, così è costretta a lasciare il lavoro per assisterlo. Nello stesso
tempo Simon (Greg Kinnear), il vicino di casa di Melvin, omosessuale e pittore,
viene brutalmente aggredito e Melvin è costretto a badare al suo cane, Verdell.
Non solo, ma si trova a dover ospitare lo stesso Simon, che ha dovuto
lasciare il suo appartamento perché è sul lastrico.
Una vera e propria catastrofe per il rigido abitudinario Melvin. Il terribile signor Udall è disposto a tutto pur di ristabilire l’ordine nella sua vita, anche mandare il suo medico personale a casa di Carol con l’ordine di non badare a spese per il bambino. Inizialmente sono solo i suoi interessi a muoverlo, ma ben presto anche Melvin mostra di avere dei sentimenti, di riuscire ad amare e soprattutto a farsi amare.
Una vera e propria catastrofe per il rigido abitudinario Melvin. Il terribile signor Udall è disposto a tutto pur di ristabilire l’ordine nella sua vita, anche mandare il suo medico personale a casa di Carol con l’ordine di non badare a spese per il bambino. Inizialmente sono solo i suoi interessi a muoverlo, ma ben presto anche Melvin mostra di avere dei sentimenti, di riuscire ad amare e soprattutto a farsi amare.
Il primo a fare breccia nel cuore di Melvin, chi lo
spinge a prendersi cura del prossimo e gli mostra il suo affetto è proprio
Verdell, il cane di Simon. Inizialmente Melvin non lo sopporta e tenta perfino
di eliminarlo. Quando però si trova a dover convivere forzatamente con il
cagnolino, nemmeno lui riesce a restare insensibile ai suoi occhioni. Verdell è
dolce, intelligente, si adegua in fretta alle bizzarre abitudini di Melvin e
mostra di apprezzare la pancetta che riceve come ricompensa. Perfino un
misantropo come Melvin si trova a non poter più fare a meno della compagnia di
Verdell. Volendo bene a Verdell, Melvin impara pian piano anche a migliorare i
suoi rapporti con le persone.
giovedì 7 giugno 2012
IL DIVANO SCOMPARSO
Un piccolo dramma si è consumato nei giorni scorsi. Il
famoso divano rosso del salottino è scomparso! La casa di campagna, infatti,
necessitava di lavori di manutenzione, così il divano, insieme al resto dei
mobili, è stato spostato per permettere agli operai di lavorare. Per Artù sono
stati giorni difficili: non solo infatti si è trovato degli intrusi nel suo
territorio, ma non aveva più il suo prezioso divano. Periodicamente si
sentivano dei passetti frettolosi dalla camera al salottino: Artù entrava
speranzoso – Forse il divano è tornato!
– per poi ricevere l’ennesima delusione. Si metteva a gironzolare per la stanza
vuota, fiutando lo spazio una volta occupato dal divanetto, e si guardava
intorno con aria sospettosa e preoccupata: Chi
ha rubato il divano? Senza dubbio quei tizi (gli imbianchini, ndr) che i miei padroni hanno incautamente fatto
entrare nonostante le mie proteste!
Niente più Ravanatore
Folle…
Avevamo in casa un supereroe, anzi un supercane, in
crisi di identità. Il nostro, però, non si è arreso: tutti i giorni andava in
cerca del divano. Finalmente i lavori sono finiti e i mobili sono stati rimessi
a posto, divano rosso compreso. Quando Artù è entrato in salottino ci è subito
saltato sopra e si è acciambellato proprio nel centro con uno sguardo felice,
gongolante e finalmente tranquillo. Non mancava un luccichio negli occhi a
intendere il suo senso di possesso, come Gollum: Il mio tesoro! Il mio divano!
Alla sera abbiamo trovato il copridivano tutto
appallottolato: il Ravanatore Folle è tornato!
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